29
Giu
2018
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Profilo privato riattivato e scuse da parte di Facebook ma il difetto resta

Vittoria. Facebook mi ha restituito il profilo privato e si è perfino scusato: “It looks like your account was suspended by mistake. I’m so sorry for the inconvenience. You should now be able to log in. If you have any issues getting back into your account, please let me know“, ovvero “sembra che il tuo account sia stato sospeso per errore. Ci dispiace tanto per l’inconveniente. Ora dovresti riuscire ad accedere. Se hai problemi a tornare nel tuo account, faccelo sapere“.

Un errore? Ci credo poco. Come scritto ieri, il social media aveva disabilitato permanentemente il mio account senza alcuna e-mail di preavviso e/o di spiegazione dettagliata della violazione. Inoltre, tre miei ricorsi erano stati rigettati con la stessa formula: “Hi, We’ve reviewed your account and determined that it hasn’t followed the Facebook Terms. This has resulted in the permanent loss of your account. One of our main priorities is the comfort and safety of the people who use Facebook, and we don’t allow credible threats to harm others, support for violent organizations or exceedingly graphic content on Facebook. To learn more about Facebook’s policies, please visit Facebook’s Community Standards: https://www.facebook.com/communitystandards/?ref=cr Thanks”.

Tuttavia, anziché rassegnarmi e creare magari un nuovo profilo, ho segnalato quanto successo a tre associazioni dei consumatori e BlogSicilia ha anche pubblicato un post sulla vicenda poco prima la risoluzione del problema. Una coincidenza? Non credo. Perché, dopo l’articolo sul quotidiano, ho inviato un quarto ricorso a Facebook con questo testo: “Salve, come promesso, sto allertando stampa e associazioni di consumatori contro la vostra scelta di disabilitare permanentemente il mio contatto. Un esempio è quest’articolo“, aggiungendo il link di BlogSicilia.

Ebbene, poco dopo Facebook non solo ha riattivato il profilo ma ha anche chiesto scusa e sono certo che non l’avrei riavuto indietro se non avessi agito di conseguenza.

Da questa storia resta il fatto che 1) l’algoritmo che scandaglia ogni post su Facebook è superficiale e incapace a contestualizzare i contenuti; 2) l’assistenza clienti di Facebook è scadente. Due difetti che non sono affatto poca cosa…

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